Miracoli vietati

Il volto di Cristo su un muro scrostato di una periferia californiana.

Questa la partenza di un film che, dopo lo scetticismo iniziale, mi ha colpito e commosso. Si tratta di “Harry Poole is Here” di Mark Pennington, con Luke Wilson e la bella Radha Mitchell (più bella nel film, a dire il vero, che nelle foto in rete).

Il buon senso del protagonista si oppone alla fede crescente dei vicini. Mentre i piccoli miracoli si susseguono, ci si accorge che il film non parla della misteriosa e miracolosa immagine (anzi è meno convincente su questo piano), ma della disponibilità ad avere fede e speranza (ma anche carità). Prima che in Dio, nella vita e nell’amore.

I miracoli sono sempre più rari; c’è giustamente molta cautela, ad incominciare dalla Chiesa, nelle verifiche. Invece della fede, se si controlla superficialmente, si fomenta la superstizione e, sul piano umano, l’illusione.

Socialmente, però, questa rarefazione dei miracoli si è trasformata in un’incredulità verso la possibilità stessa del miracolo. Evidentemente, poi, per chi non crede i miracoli non esistono.

Questa incredulità diventa però il rifiuto di ogni cosa che superi i limiti del nostro sapere e controllo. La conseguenza di questo scetticismo è di diventare da giusta prudenza sul piano soprannaturale a cinismo sul piano umano. Si rifiuta, a priori,  il miracolo di Dio e si finisce per rifiutare il miracolo dell’uomo.

Miracolo dell’uomo che è lo straordinario balzo dell’amore, della pietà, del coraggio davanti alla morte, che è la vita nascente e la vita che muore. Invece, chiusa la porta non al magico ma al divino, molti (non tutti perché il passaggio non è necessario, ci mancherebbe: si può, penso, credere nell’uomo ma non in Dio) negano l’esistenza e la possibilità di ciò che non riusciamo a pensare o che il pensiero dominante non ci suggerisce.

Una certa scienza si accoda a questo trend, sostenendo di avere qui ed ora tutte le risposte (tradendo peraltro la sua storia e natura).

Se gli angusti limiti di ciò che so sono i confini del possibile, del possibile personale e sociale, chi travalica questi confini, chi cambia, chi si converte, mente, non può esistere, deve essere cancellato. Harry Poole ha il cuore e la forza dell’amore per andare oltre il suo limite. I più, e lo vediamo quotidianamente, reagiscono con violenza di varia forma contro chi si converte, cambia, va oltre l’angusta cella della loro mente. I miracoli, di qualsiasi ordine, non possono accadere.

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12 commenti

Archiviato in Arkeon, etica, pseudoscienza, Società

12 risposte a “Miracoli vietati

  1. Se mi trovassi nella situazione del protagonista del film sarei scettica anche io. Come tu ben dici, il punto non è se i miracoli esistono o in che forma o chi lo decide o altro, ma la fede nel cuore degli uomini. La fede di poter cambiare, di potersi convertire, di poter fare il proprio miracolo. Come dicevo poco tempo fa non mi sorprende che i cambiamenti radicali (come quello che è accaduto al protagonista del film) siano, per i sostenitori delle teorie sul plagio, uno dei segni di essere condizionati.
    Ciao e a presto.
    Fioridiarancio

  2. Leggendo il tuo post – che mi è piaciuto molto – non ho potuto non ripensare ai giorni della mia conversione. Repentina, soprattutto per un ateo convinto, e anche rumorosa, dato lo stato di inquietudine e quasi depressione attraverso la quale passai.
    Molti – a partire dalla mia famiglia – vedevano in quei disagi il segno che “la svolta mistica” era in effetti solo una fuga da un disagio personale momentaneo. Io sapevo invece – e i tanti anni passati lo hanno confermato – che il disagio era legato alla fatica di mettere in discussione una mia vita e una mia mentalità fortemente radicate negli anni. Era la paura di cambiare.
    La differenza è che io avevo un buon motivo per affrontare la mia paura di cambiare, gli altri non ne avevano nessuno per affrontare la loro paura che io cambiassi.
    Il tempo è lento ma galantuomo e ha portato – credo – in tutti i protagonisti di allora comprensione.

  3. Segnalo a te e ai tuoi lettori la messa online di un nuovo sito/blog sul caso arkeon. L’indirizzo è il seguente
    http://ilcasoarkeon.wordpress.com/

    ilcasoarkeon@libero.it

  4. Ciao,
    non ho visto questo film, ma la riflessione che fai sui miracoli è molta bella.
    Oggi neanche alcuni cristiani riescono più a crederci, però ci sperano.
    Non c’è da meravigliarsi di questo, abbiamo perso la capacità di stupirci.
    Tutto deve avere una spiegazione, una motivazione.
    L’uomo ha difficoltà a non avere tutto sotto controllo, tutto predisposto.
    Mentre bisognerebbe semplicemente, accogliere.
    Accogliere e riconoscere quei miracoli piccoli o grandi di cui siamo spettatori ogni giorno.
    un abbraccio

  5. @ Terry: grazie del commento. I cuori di questo tempo si sono induriti; hanno smesso di sperare (non di illudersi, che è un’altra cosa) e di fidarsi. E’triste.
    Ciao
    S&P

  6. @ Il caso Arkeon: grazie della segnalazione.
    Ciao
    S&P

  7. @ Klee: grazie del commento. “La differenza è che io avevo un buon motivo per affrontare la mia paura di cambiare, gli altri non ne avevano nessuno per affrontare la loro paura che io cambiassi.” Verissimo. Ho spesso visto che è più facile partire che vedere qualcuno che se ne va.
    Ciao
    S&P

  8. @ Fioridiarancio: credo che il film perda quando tenta di parlare del miracolo in sè. Anche io sarei scettico, perché è un campo in cui è facile farsi prendere dalle illusioni, dalle false speranze. Il punto è però che la fede e l’amore non diventino false speranze.
    Ciao
    S&P

  9. Sai che c’è? Che per miracolo si intende sempre qualcosa di eclatante. Invece non ci accorgiamo dei piccoli miracoli quotidiani.

  10. Fabia

    Il mio cuore è Vivo e questo è già un miracolo !

    Un abbraccio,
    Fabia

  11. @ sadal-melik: innanzitutto, ben tornata! Spero che tutto procede bene. Credo che i miracoli, piccoli e magari grandi, accadono. Ovviamente non a richiesta. Si tratta di decidere se lasciarli accadere.
    Ciao
    S&P

  12. @ Fabia: grazie. Hai ragione.
    S&P

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