Il chirurgo è morto verso sera

Parafraso, modificandolo, il titolo di un famoso romanzo di Manuel Vázquez Montalbán per ricordare la morte di un grande cardiochirurgo italiano, Carlo Marcelletti, a soli 65 anni, poche ore fa. Non ho titoli per elencarne i numerosi meriti che si trovano facilmente in rete; era sicuramente una figura significativa, coraggiosa e controversa, che va poco d’accordo con questa Italia.

Segnalo solo che curiosamente aveva difeso Elia Cataldo, detto anche Frà Elia, di Calvi dell’Umbria; non conosco per nulla Frà Elia, ma la forte ostilità del movimento anti-sette nostrano nei suoi confronti – conoscendo la totale mancanza di qualità di molti addetti ai lavori nel campo – mi fa nascere un sospetto positivo.

Detto questo, mi sembra necessario ricordare come poco tempo fa, nel maggio 2008, Carlo Marcelletti fu accusato di uno dei crimini peggiori che si possano immaginare. Si seppe poi che il cardiochirurgo, subito impedito dal compiere il suo lavoro di salvataggio sui bambini, si era in un solo episodio comportato in maniera non cristallina (uno strano scambio di SMS), ma certo non era neanche lontanamente un mostro come il reato contestato e la stampa facevano pensare. La questione sugli appalti ospedalieri è indubbiamente più complessa (anche se meno chiara di quanto un certo scandalismo vuol far credere), ma resta il fatto che un uomo che ha operato oltre 10000 bambini è stato sfigurato per sempre da quell’accusa.

Il cuore ha ceduto per tutta questa campagna, per crepacuore?

Domanda inutile, perché comunque è un modo di operare che si continuerà a ripetere, senza nessuna critica o reprimenda.

Questo il suo blog.

PS: chi commette un reato, deve subirne le conseguenze. Che è cosa completamente diversa dal gratuito scempio mediatico

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6 commenti

Archiviato in Arkeon, pseudoscienza, Società

6 risposte a “Il chirurgo è morto verso sera

  1. Non so’ dare un giudizio. La sua era una figura un po’ controversa ma non avendola approfondita non me la sento di dare giudizi. So’ solo qualcosa “per sentito dire” ma mi hanno insegnato che non sono delle fonti attendibili… Ciao!

  2. E’ vero in un sol colpo, è stato distrutto il lavoro e la passione di un’intera vita.
    Purtroppo è così ovunque non solo in Italia, per vendere copie non si guarda in faccia a nessuno, tanto meno alla dignità di un uomo, di un medico.
    Sono profondamente contraria (al di là della colpevolezza o meno) a questo modo di fare giornalismo, in cui ci si avventa come prede assetate di sangue sbranando la vittima di turno.
    Come se non ci fossero troppi “giudici” in Italia.
    Un abbraccio
    terry

  3. Non so’… è una figura controversa…

  4. @Paolo: Ciao Paolo, mi dispiace perché in questi giorni sono potuto essere presente né sul mio né su altri blog. Niente di particolare, solo altri impegni. Non me la sento di “santificare” Marcelletti: non lo conosco e pare che di cose sopra le righe ne abbia fatte. Non ci sto però neanche al massacro che ha subito, massacro che sarebbe ingiusto per chiunque, e che lascia senza parole rispetto a qualcuno che ha operato 10000 bambini al cuore.
    Ciao
    S&P

  5. @Terry: Ciao Terry, vale quanto detto a Paolo: mi dispiace per l’assenza. Di giudici in Italia ne abbiamo troppi, tanto che, come sai, si interessano un po’a tutto. Non si può distruggere un uomo in questa maniera; difenderlo non vuol dire farne un santo: ci sono persone, non perfette, ma che fanno cose importanti.
    Ciao
    S&P

  6. @ Paolo: sì, però bisogna capire come è stata creata la controversia…
    Ciao
    S&P

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