La lezione di Pietro

Dal Vangelo secondo Marco, letto oggi:

…29Allora Pietro gli disse: “Anche se tutti saranno scandalizzati, io non lo sarò”. 30Gesù gli disse: “In verità ti dico: proprio tu oggi, in questa stessa notte, prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte”. 31Ma egli, con grande insistenza, diceva: “Se anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò”. Lo stesso dicevano anche tutti gli altri…..

37Tornato indietro, li trovò addormentati e disse a Pietro: “Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un’ora sola? 38Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole”…

54Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del sommo sacerdote; e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco….

66Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una serva del sommo sacerdote 67e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fissò e gli disse: “Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù”. 68Ma egli negò: “Non so e non capisco quello che vuoi dire”. Uscì quindi fuori del cortile e il gallo cantò.

69E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: “Costui è di quelli”. 70Ma egli negò di nuovo. Dopo un poco i presenti dissero di nuovo a Pietro: “Tu sei certo di quelli, perché sei Galileo”. 71Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: “Non conosco quell’uomo che voi dite”.

72Per la seconda volta un gallo cantò. Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto: “Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte”. E scoppiò in pianto….

Mi sembra che, in questo aspetto della vicenda di Pietro, di S. Pietro, la pietra su “cui edificherò la mia Chiesa”, ci sia un insegnamento fondamentale. Si tratta, per quanto la capisco, di un segno, che magari all’interno della Chiesa è stato dimenticato spesso, ma che reca un’impronta di umiltà. Un’umiltà che non giustifica tutto e tutti, ma che, dal riconoscere la propria fragilità nella prova più grande ed attesa, dovrebbe riconoscere anche l’altrui fragilità.

Non ho consultato commenti dotti, ma ho pochi dubbi che Pietro non sarebbe potuto essere Pietro se non fosse passato da questa dolorosa esperienza.

Ogni volta che sbagliamo, che tocchiamo il nostro limite, proprio dove vorremmo provare di essere migliori, soffriamo. Ma è in quella dolorosa fucina, sospetto, che diventiamo uomini e cristiani.

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3 commenti

Archiviato in Arkeon, etica, Società

3 risposte a “La lezione di Pietro

  1. udite…udite!!! querelata per aver scritto e inviato un video-verità contro il sindaco di vittoria giuseppe nicosia…giornalisti? no, imbavagliati!

  2. Pietro è un pò tutti noi. Lui è grande nella sua fragilità perché ha saputo credere alla misericordia di Dio. E sulle rive del lago di Tiberiade Gesù gli da la possibilità di dirgli tre volte “Signore tu lo sai che ti voglio bene”, per riabilitarlo da quel rinnegamento. Bellissimo brano e bellissimo insegnamento di Gesù, che di pazienza ne ha avuta tanta con i suoi apostoli, così con noi.
    Il Signore accresca la nostra fede.
    Ciao S&D
    terry

  3. @ Terry: grazie del commento e degli ulteriori riferimenti. Io credo che una piccola parte della strada di Pietro sia utile a ciascuno, ad incominciare da me stesso (a me serve, in piccolo, percorrerla spesso).
    Ciao e grazie
    S&P

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