Vuoi fare il giornalista? Vola via…

E’da un po’che rifletto sul giornalismo, e da questa riflessione è venuto fuori l’ultimo post. Pensavo che, se i figli mi manifestassero l’intenzione di fare quel mestiere, gli direi come minimo di dare per scontato di andare a lavorare all’estero (sperando in bene).

Grazie al blog di Alessandro, a questo proposito, ho scoperto poco fa un’intervista a Giampaolo Pansa su sussidiario.net, che parla (bene) del giornalismo nostrano, rispetto al Papa, ma non solo. Ne segnalo però qui tre stralci interessanti ( i grassetti sono miei):

Intervistatore: Pansa, c’è dunque secondo lei il rischio di un generale diffondersi di un “pensiero unico”, soprattutto nei giornali, corredato da un catalogo precostituito di simpatici e antipatici (tra cui questo Papa)?

Pansa: Questo rischio c’è sempre, non solo nei confronti del Papa. Se poi parliamo in particolare dei giornali italiani è una cosa che avviene normalmente, perché i nostri quotidiani sono animati da una faziosità che è sempre più stupefacente. E non sto parlando dei giornali di partito, bensì dei giornali che dovrebbero essere di informazione, i quali invece prima del dovere di informare sentono un altro dovere, sbagliato e intossicato, che è quello di esprimere sempre opinioni, dicendo chi è buono e chi è cattivo, chi è bello e chi è brutto.

poi:

“Interivstatore: Torniamo ai giornali: perché è così difficile parlare di quello che accade, e si punta tutto su opinioni e interpretazioni?

Pansa: Io penso che i giornalisti dovrebbero innanzitutto raccontare ai loro lettori quello che succede. E poi, se i lettori lo desiderano, fornire un commento. Invece in tante testate italiane si è capovolto questo principio: prima si commenta, e poi, se resta spazio, si dice quello che è successo. È una malattia terribile, anche se una malattia vecchia.”

e ancora più sotto:

“Intervistatore: Alzano [i giornali]  il tono della polemica faziosa per avere più lettori, e invece li perdono?

Pansa: C’è una cosa anche peggiore di questa, che si vede ancora nelle critiche fatte a Benedetto XVI sulla questione dell’Aids, e cioè che c’è una sorta di concetto superbo del proprio mestiere. Non è solo la ricerca del clamore per attrarre lettori – che poi, appunto, non serve – ma è un’idea sbagliata del proprio mestiere per cui ci si concepisce come i “superman” dell’opinione pubblica italiana. Non per nulla, ora che in particolare l’opinione pubblica di sinistra è molto acciaccata e non sa più come riprendersi, si rifugiano allora nel dire che non esiste più un’opinione pubblica in Italia. Invece non è assolutamente così: una delle cose positive di questo Paese, nonostante tutto, è che ci sono molte opinioni pubbliche. Quindi, in conclusione, io sono per un giornalismo diverso: energico, coraggioso, ma che sappia distinguere le proprie opinioni da quello che accade nella realtà.”

L’intervista completa vale la pena di leggerla, ma trovo molti interessanti gli spunti, e triste la conclusione. Soprattutto se il Superman giornalistico dell’opinione pubblica è il Gabibbo di Striscia la Notizia.

Forse l’estero è meglio.

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6 commenti

Archiviato in Arkeon, Società

6 risposte a “Vuoi fare il giornalista? Vola via…

  1. E che ti devo dire? Hai già detto tutto. Bellissima la foto accostata all’articolo, mostra proprio quale sia la qualità di questi “superman” 😉
    Ciao e a presto.
    Fioridiarancio

  2. @ Fioridiarancio: ma sai, la questione è che non siamo tre matti a pensarlo, ma lo pensa anche un osservatore attento come Pansa conforta. Non che cambino le mie aspettative su alcune vicende. Ma sono un po’meno pessimista sul paese.
    Ciao
    S&P

  3. ripensando e rileggendo trovo eccezionale anche la considerazione sulla pluralità di “opinioni pubbliche” in italia. questa diversità che dovrebbe essere la terra che un giornalista coltiva con entusiasmo viene invece inaridita con i concimi industriali delle prime pagine tutte uguali, dell’intercettare l’umore prevalente. anzi si confonde la voce della gente con l’umore prevalente.
    concordo, bellissima la foto 🙂

  4. ciao sudorepioggia, ne abbiamo già parlato di quanta faziosità che c’è in giro nel comunicare le notizie, ma questa volta hai centrato ancora meglio il punto.
    Purtroppo è vero prima si esprimono le opinioni, aggredendo chiaramente in modo velato e non e poi, se rimane tempo, si fa la cronaca dei fatti. Tu sei più ottimista perché a dirlo è anche Pansa io purtroppo non ancora, ma mi auguro che abbia ragione tu;-)
    un abbraccio

  5. @ Alessandro: sì, la pluralità di opinioni è una grande ricchezza, eppure è importante dare il messaggio che siamo tutti uguali, che tutti la dobbiamo pensare uguale, che, per dirne una, le cose del Papa devono far scandalizzare.
    La foto: un colpo di fortuna.
    Ciao
    S&P

  6. @ Terry: non sono proprio ottimista, ma che lo rilevi qualcuno in alto e non liquidabile come il solito cattolico di destra – forse perché la libertà di opinione è un lusso che si può permettere – un po’mi rincuora, in questo periodo non certo positivo.
    E spero che l’ottimismo abbia un po’di ragione 😉
    Ciao
    S&P

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