Rompere il sacro

“To write ‘death to the Arabs’ on the walls, to take family pictures and spit on them, just because you can”

“Scrivere ‘morte agli arabi’ sui muri [delle loro case, ndr], prendere fotografie della famgilia, e sputarci sopra, solo per dimostrare che puoi farlo”

Sono le dichiarazioni di un capo di una piccola unità di fanteria israeliana a proposito di quanto accadeva a Gaza, marzo 2009, raccolte ad un incontro di ex allievi di una scuola pre-militare. Il capo del corso di addestramento, tale Danny Zamir, le ha riportate prima al Capo di Stato Maggiore, poi alla stampa (Radio Israele e il quotidiano Haaretz; se ne è parlato anche su Repubblica). Ci sono in rete alcuni commenti scettici, ispirati probabilmente da fonti militari, e le notizie su Israele vanno sempre prese con le pinze, essendo vittima abituale di una lobby mediatica trasversale. Anche sulla scorta di questo ulteriore articolo e della stampa internazionale, sono portato a credere che siano testimonianze credibili (peraltro, il fatto che si faccia così fatica a confermare un fatto mi sembra significativo di questi nostri tempi).

Su tutti i racconti terribili, è la frase sopra che mi fa pensare. Mi fa pensare a che possibile reazione provoca in un bambino, giovane, adulto vedere una violazione simbolica così grave delle propria mura domestiche e dell’immagine dei propri cari. Penso: odio inesauribile o annichilimento.

Nella prima ipotesi, penso che per chi ha mente un po’calda, la retribuzione sia immediata. Nella seconda ipotesi, si è raggiunto l’obiettivo. Soprattutto quando alla rabbia segue la reazione di impotenza e di ingiustizia comunque senza sanzione.

Mi raccontarono anni fa di come gli americani, nel combattere gli indiani, distruggessero le tombe degli antenati, proprio con lo stesso spirito.

Scendiamo ad un livello molto meno tragico, anche se non bello. Raffaella Di Marzio racconta di un episodio sgradevole sul suo blog (la vendita su eBay di ostie consacrate). Anche qui si vuole ferire un senso interiore di sacralità, violandola.

Nella nostra società mediatica, lo stesso trattamento si fa con le immagini. La si prende, la si estrapola per toglierle ogni significato. Si prende un momento intimo e sacro, come l’abbraccio tra un padre ed una figlia, e si commentano le cose peggiori in sottofondo.

Su scala molto più piccola e locale, con lo stesso spirito: suscitare odio che finisce in impotenza davanti all’ingiustizia impunita, oppure annichilimento interiore del proprio tesoro più sacro.

Annunci

6 commenti

Archiviato in Arkeon, Raffaella di Marzio, Società

6 risposte a “Rompere il sacro

  1. fiducia34

    Finchè l’odio c’è dentro le persone e l’arroganza, di essere potenti qesto perdura. Niente è eterno…….la ruota gira e va anche in un altro senzo. La vita.

    Ciao,
    F.

  2. Riporti sempre notizie che mi lasciano senza parole.
    Per tornare ai livelli meno tragici e che ci riguardano da vicino, anche io credo che lo scempio mediatico di momenti sacri ed intimi abbia proprio lo scopo di annichilire e di lasciare le persone coinvolte così senza parole da non poter dare una risposta.
    A presto.
    Fioridiarancio

  3. klee

    di fronte a questi gesti mi chiedo sempre se i loro autori credano semplicemente di compiere un gesto disprezzo e odio o invece comprendano il senso profondo,psichico, archetipico dei loro gesti.

    grazie del tuo sguardo attento

  4. @ Klee: grazie a te. Credo che spesso sia una scala di grigi, ma c’è più consapevolezza di quanto ci si aspetti.
    Ciao
    S&P

  5. @ Fioridiarancio: credo che sia molto più consapevolezza in questo caso. L’obiettivo non sono solo (o tanto) gli interessati, ma un pubblico più vasto. Il messaggio che deve passare è che la benedizione del padre è roba da sette.
    Ciao
    S&P

  6. @ Fabia: grazie. Spero davvero che sia così.
    Ciao
    S&P

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...