Madonnine cancellate e maternità in crisi

Camminando per le strade del luogo in cui vivo, noto come in alcuni palazzi non più nuovi siano stati inseriti nella muratura alcune ceramiche rappresentanti la Madonna con il bambino. Era una iconografia un tempo molto diffusa, ad incominciare dagli angoli delle strade.

Mia nonna da bambino, durante le “passeggiatine”, mi faceva fermare sempre a dire una “preghierina” davanti alla Madonnina. La scomparsa di queste edicolette è data ormai quasi scontata. Se ci si pensa, scompare una parte del paesaggio urbano e della quotidianità interiore che accompagna gli abitanti della Penisola almeno fin dai tempi dei Greci. Anche questa forma di sacralità sta scomparendo dalla nostra società, un altro segno che qualcosa di veramente epocale sta succedendo in questi decenni.

Dell’epoca in cui era consentito all’arte solo rappresentare scene sacre ho, a ragione o torto, una forte ripulsa. Mi chiedo però che cosa ha sostituito quelle cappellette agli incroci.

In macchina non ci si ferma più, ma quello che si riesce a vedere sono i cartelloni pubblicitari, scritte più o meno anonime, che reclamizzano offerte o negozi, almeno nel mio percorso casa-lavoro. Oggi c’era anche una donna in biancheria intima (su un cartellone ovviamente), cosa ormai del tutto normale.

Non sono un nostalgico di epoche come gli anni Cinquanta, che non ho vissuto e di cui tanti parlano male. Certo mi domando se questa scomparsa quasi totale, credo, dell’associazione madre amorevole-bambino dall’iconografia sociale, almeno stradale, alla fine incida sul pensiero sociale.

Insomma io bambino vedevo quelle immagini e pensavo: questo è normale, la mamma che vuole bene e cura il bambino. Pensiero rafforzato dalla devozione di mia nonna. Non solo ero rassicurato su mia madre, ma assorbivo anche l’idea che una madre dovesse comportarsi così, e che questa parte della vita fosse così importante da meritare una preghiera quotidiana.

Lo stesso pensava anche una bambina, proiettandosi nel futuro.

Oggi, questo non c’è più (c’è la donna, per carità, molto bella, ma in biancheria intima) e non sono sicuro che questo cambiamento sia solo in bene. Potrebbe essere in rapporto con la maternità, che, insieme alla paternità, secondo me è in crisi?

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6 commenti

Archiviato in padre, padri, Società

6 risposte a “Madonnine cancellate e maternità in crisi

  1. Quando racconti delle passeggiate da bambino mi fai venire in mente la madonnina che c’era nella mia scuola. Nonostante fosse praticamente ignorata da tutti (se non come nascondiglio quando si giocava a nascondino) era una bella presenza che ci rassicurava.
    Comunque credo che ci sia del vero: la società che distrugge il padre distrugge allo stesso modo anche la madre, almeno la madre come rappresentazione di amore e nutrimento indispensabile per i bambini.
    A presto.
    Fioridiarancio

  2. sudorepioggia

    @ Fioridiarancio: grazie del commento. Anch’io sto cercando di capire, ma la maternità, come dici, è sempre meno dono, è qualcosa che si deve fare, pur essendo un grande ostacolo. Ma sembra che, in generale, la donna, non solo come madre, ma come compagna felice sia in ribasso. Boh.
    Ciao
    S&P

  3. mi piace molto questa riflessione. si potrebbe continuare in tante direzioni. ad esempio mi viene da riflettere sul fatto che nessuno di noi ha mai visto o è in grado di immaginare un mondo senza pubblicità, senza quel particolare genere di corruzione iconografica a cui ci ha abituati la pubblicità. ho letto recentemente una cosa interessante di chesterton in proposito, prima o poi la posto.
    oppure mi viene da riflettere sul fatto che non solo sta venendo meno quel senso di “normalità” del rappresentare la maternità in quel modo, ma che non c’è quasi più possibilità di rappresentare il sacro. trovo molto triste che la stessa chiesa abbia gettato la spugna e non promuova più l’arte sacra come dovrebbe (cioé come un’attività molto qualificata del suo magistero, non come una cosa fra le tante) e faccia l’assurdo errore di continuare a usare un’iconografia scadente di altre epoche per comunicare alla gente semplice.
    sul fatto che un mondo che perde il padre sia destinato prima o poi a perdere anche la madre, nonostante in apparenza sia più indispensabile e indistruttibile del padre, beh… con me sfondi una porta aperta.

  4. Caro Alessandro,
    grazie del commento. Interessante la riflessione sul mondo senza pubblicità; io non posso immaginarlo, ma ho visto il cambiamento da quando ero bambino al mondo che si presenta ai miei figli oggi. Sono curioso di Chesterton, ho letto poco di suo cento anni fa.
    E’vero, anch’io non trovo un’arte sacra moderna, ma vitale. Si ripesca un’iconografia vecchia e poco vera.
    L’ultimo punto lo voglio sviluppare. Ci sto pensando.
    Ciao
    S&P

  5. A 28 giorni dalla probabile nascita della terza dei nostri figli questo post non può non farmi riflettere.
    Grazie!

  6. @ sadal-melik: grazie del commento. Penso che la maternità sia in crisi perché essere madre è ormai visto come un peso, come una cosa da non perdere ma che purtroppo tocca alle donne, svantaggiandole nella corsa verso chissà che.
    Grazie
    S&P

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