Auguri per la festa delle donne

Sono proprio in ritardo, ma un augurio a tutte le donne ed alcune, in particolare, lo vorrei davvero fare. So molto poco di questa festa e mi viene facile criticarla. Però, è anche vero che le donne – figlie, ragazze, fidanzate, moglie, madri, nonne, colleghe, nipoti, zie, conoscenti, amiche – sono una parte straordinaria della vita di ciascun uomo. Quindi, mi piace pensare per un attimo alle donne in quanto tali. Alle belle, alle brutte, alle alte, alle basse, a quelle più giovani, a quelle molto più vecchie, alle coetanee e a tutte le altre.

Un augurio generico lo vorrei formulare. Non c’è dubbio, secondo me, che le donne siano state oggetto, in quanto donne, di soprusi ed ingiustizie. L’augurio è che il desiderio di giustizia non sia rivalsa, e che le donne possano comprendere che le donne e gli uomini sono fatti le une per gli altri (e viceversa): distruggere il maschile non avvantaggia il femminile, anzi.

Un augurio specifico lo voglio poi fare alle donne di Arkeon, che ho visto tante volte mostrare il meglio (ma anche il peggio) del femminile nei cerchi.

Arkeon era un movimento nella Via del Padre, in cui si è arrivati ad un certo dissenso (ovviamente molto variabile nelle singole persone) all’impostazione attuale della società che, almeno secondo me, spesso penalizza il maschile per danneggiare alla fine uomini e donne. Però, raffrontandosi con la preziosa esperienza della Questione Maschile e degli altri gruppi analoghi, noto come Arkeon fosse geneticamente un movimento di uomini e donne (e forse quindi carente per altri versi).

Non è un caso che le “nostre donne”, almeno tre di loro, siano su questi blog a difendere le loro famiglie e le loro esperienze. Perché se è vero che è l’uomo a difendere la famiglia, anche la donna combatte, quando è necessario, con le unghie e con i denti per lo stesso fine.

Un grande augurio, quindi, a tutte le donne di Arkeon, ma, in particolare a Fioridiarancio, a Fabia e Sadal-Melik, per il coraggio dimostrato. Non è facile mantenere la fermezza nell’ora della prova – e i metodi duri utilizzati contro Arkeon hanno messo in crisi più o meno tutti. Per un uomo è dura mantenere una direzione coerente quando la propria compagna vacilla, quindi il loro lavoro è doppiamente prezioso.

Tra le altre donne, non posso esimirmi di ricordare quelle ricercatrici o studiose che stanno prendendo il coraggio, chi più chi meno, di seguire la verità piuttosto che la convenzienza.

Dunque, tanti auguri a tutte le donne di buona volontà. Sperando che anche le altre, quelle con tanta volontà ma con intenzioni meno buone, prima o poi imparino almeno a rispettare gli altri, donne comprese.

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7 commenti

Archiviato in Arkeon, Società

7 risposte a “Auguri per la festa delle donne

  1. Un augurio anche alle donne che ti sono vicino, a quelle che fanno parte della tua vita .
    E che le donne e i uomini, comprendano che la vita senza un uomo accanto, come quella di un uomo senza una donna,senza amore, è una vita vuota.
    Un abbraccio !

  2. Che gentile che sei, grazie di cuore.
    A presto.
    Fioridiarancio

  3. sudorepioggia

    Care Fabia e Fioridiarancio,
    grazie!
    S&P

  4. Caro Sudorepioggia, trovo che siano molteplici gli spunti di riflessione, e di questo ti ringrazio.
    Rispetto alla Questione maschile, pur seguendo con interesse, non ne so molto francamente.
    Rispetto ad arkeon credo che il vero punto forte di quel percorso, ritengo fosse proprio dovuto al fatto di essere, come tu dici, “un movimento di uomini e di donne”.
    Questo perché l’attenzione e la cura dello spazio del lavoro era forse per permettere ad ogni persona di “fare una propria originale ricerca”; sia all’interno del proprio cuore, che all’esterno nella propria vita quotidiana.
    Questo rispetto e questa cura per ogni singolo individuo credo che abbia forse custodito questo lavoro dal prendere facili scorciatoie o derive.
    Una di queste derive, che ad esempio incombe pesantemente, a mio giudizio, sulla Questione Maschile, è quella del “vittimismo”. Intendiamoci: ho detto incombe, non ho detto che sia presente.
    A riguardo, ho trovato un testo che consiglio: “Il tempo delle Vittime” scritto a quattro mani da una psicoanalista, Caroline Eliacheff e da un avvocato del Foro di Parigi, Daniel Soulez La riviere.
    http://www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&idlibro=6171&titolo=IL+TEMPO+DELLE+VITTIME
    http://www.camerapenalemilano.it/NewsDetail.aspx?idNews=59

    Certamente non è casuale il fatto che l’autore abbia scritto già nel 1994 un altro coraggioso libro: “Il circo mediatico-giudiziario”.
    http://www.liberilibri.it/opera.php?k=112
    http://archiviostorico.corriere.it/2007/marzo/19/Parlai_per_primo_gogna_mediatica_co_9_070319121.shtml

    Così come certo non è casuale il fatto che l’autrice abbia scritto nel 2003, altrettanto coraggiosamente il libro: “Madri e figlie, una relazione a tre”.
    http://www.universitadelledonne.it/madri.htm

    Tenendo conto della gogna mediatica utilizzata con assoluta spregiudicatezza anche nei confronti di arkeon, e tenendo conto che il caos in cui è stata avvolta la vicenda, a mio avviso, non è legato ne alla Questione Maschile, ne a questioni tra maschile e femminile, ma molto più concretamente al Femminile nella relazione col Femminile stesso.
    Esemplare, per me, il fatto che non appena si è timidamente affacciata sulla scena la Dott.ssa Di Marzio, la Dott.ssa Tinelli, a differenza di quanto aveva agito in altre occasioni, querelando a destra e a manca (non a caso altre donne), in questo caso invece, avendo coscienza della sproporzione di spessore, abbia fatto immediatamente ricorso a tutto ciò di cui disponeva, e cioè ai suoi riferimenti in Questura e in Procura.
    Un abbraccio.
    Pietro

  5. sudorepioggia

    Caro Pietro,
    innazitutto grazie di aver lasciato un commento e degli spunti. Spero che questi stessi spunti si trovino presto anche sul tuo blog (ma è possibile lasciare commenti?). Mi piace la descrizione che dai di Arkeon. Capisco quanto tu dici, in linea teorica, su QM e vittimismo. Anche io ne so poco, ma c’è da riconoscere che porre un problema politico ha un senso. Sia perché c’è un problema sociale, sia perché Arkeon, che aveva scelto una via intimista e di lavoro individuale e per conto proprio, è stato travolto anche per questo. Credo che ci siamo tutti sbagliati nel credere che la costituzione ci tutelasse a sufficienza; serve una presenza politica anche solo a tutela della propria libertà e quindi quelli della QM fanno bene a cercarla se non vogliono correre i rischi di Arkeon. C’è poi un altro punto: come si risponde proprio a quel vittimismo dilagante che abbiamo visto fin troppo bene? Non riesco a fare la vittima, ma mi rendo anche conto che in questo circo mediatico essere duri e puri alla fine è perdente. I testi cui accenni sono interessanti; ma il problema è grave e anche il movimento maschile sta mettendo in luce l’uso politico proprio di queste tattiche. Infine, credo che il movimento maschile sia arrivato ad alcuni elementi di comprensione che forse in Arkeon nessuno aveva ancora raccontato.
    Rispetto all’ultima parte del tuo post, potresti avere ragione. La questione di Arkeon riguarda la questione del Padre, se vuoi, invece di dire maschile, se non altro perché tutto questo è stato usato per dire che le idee di Arkeon sono folli. Come forse saprai, gli epigoni meno accorti della Singer (ammesso che ce ne siano di accorti) ritengono prova definitiva di essere settari l’avere idee non convenzionali. Oggi il non convenzionale è risconoscere il Padre. Alla fine, delle cause interiori di questa situazione mi interessa poco. Mi interessa sapere che c’è un attacco radicale alla libertà di centinaia di persone (per ora) ed è proprio il Padre saggio che manca nel ripristinare la giustizia.
    Ciao
    S&P

  6. Leggo in ritardo ma è doveroso un grazie!

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