Il mese degli antenati

Stanotte inizia il mese dei morti. Preferisco parlare, almeno in famiglia, di mese degli antenati, e del cerchio degli antenati, che, dopo essere passati da questo mondo, si stringono intorno ai loro discendenti. Non è un’idea mia, ma di Vito Carlo Moccia. Mi vengono ancora i brividi – di emozione positiva – quando penso ai cerchi di Arkeon in cui, senza fare nessuna stranezza o magia, ci si ricordava semplicemente che, oltre al cerchio di noi che siamo qui su questa terra, c’è il cerchio di chi è già passato. Che non è un cerchio di volti strani o distanti, ma prima di tutto il cerchio dei nonni che abbiamo conosciuto, dei bisnonni che sono stati in guerra o che hanno arato i campi di un paesino che andiamo a visitare d’estate. Mani rugose o lacrime di commozione per i nipotini che noi genitori raccontiamo ai nostri figli per fargli capire che c’è oggi, ma c’è stato anche uno ieri altrettanto reale.

Anche la radio nazionale si è accodata alla moda di Halloween, portandoci (da bambino non c’era) in pochi anni una festa consumistico-pagana che non mi piace. Mi piace e mi emoziona ricordarci soprattutto stasera (e per tutto il mese) di chi c’è stato prima di noi. Mi piace anche la leggenda per cui i confini tra i due mondi si attenuano e, senza nulla di pauroso, chi non è più in vita ci è più vicino stasera. Mi piace l’antichità di questa festa poi diventata anche cristiana.

Non mi piace invece, ma proprio per niente, l’importare un gusto malato dell’horror nella vita dei nostri bambini. Non mi piace il gusto morboso per la morte, per la paura, per la magia, per quella parte di tradizioni pagane che per fortuna il cristianesimo ha consegnato al passato. Non mi piace commercializzare persino questo in una superficialità che costringe i nostri adolescenti a cercare un po’di vitalità nell’orrore. Non mi piace il dimenticarci le nostre tradizioni, come se non le avessimo, per importarle impacchettate. Ma mi sembra che tutti si accodino.

Questa mia contrarietà al magico-morboso-gotico mi dovrebbe avvicinare a certi persecutori di Arkeon, anch’essi contrari alla magia. Non è così perché questi signori sono contrari alla ricerca interiore, alla libertà dell’uomo, alla ricerca di sentimenti autentici, alla prodondità delle relazioni che sperano di poter gestire in esclusiva. Leggo senza sopresa quindi che, dietro ai principali accusatori, ci sarebbe un’azienda importante, fondata da ex-membri di Arkeon, che avrebbero cercato di comprare Arkeon (come se si potesse comprare) e, dopo che gli è andata male, avrebbero lanciato le accuse. Non ne so niente, ma non mi stupisce, come non mi stupisce che queste persone siano anche capaci di attirare un certo seguito attraverso quella che a me sembra manipolazione.

Se l’ancoraggio non è solido, è facile essere manipolati o essere tentati di manipolare. Spesso dubito del mio ancoraggio, ma so che è dagli antenati che bisogna partire.

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