La rete dei padri e della madri che tiene in piedi il mondo

Cosa tiene in piedi la nostra società, quella italiana come quella occidentale, in generale?

So troppo poco dell’Oriente o dell’Africa per estendere il mio discorso, ma una prima idea della nostra società me la sono formata, direi, per conto mio, per vedere poi che coincideva con quanto tante altre persone avevano già pensato.

FamiglieIn Italia, la giustizia funziona poco, quella civile quasi per nulla. Come facciamo ad andare avanti? Cosa fa sì che non precipitiamo nell’anarchia?

Mi sono fatto l’idea che, a tenere in piedi, più o meno bene le comunità, ci siano le persone perbene, delle famiglie perbene. Mi stanno sulle scatole i perbenisti, non vorrei generare equivoci. Sto parlando di persone decenti che, pur nel marasma generale, pur magari nelle difficoltà interiori e dolori della vita, portano avanti rispetto agli altri ed ai propri figli e nipoti una vita più o meno corretta, più o meno buona, ma, alla fine dei conti, centrata sulla famiglia e, quindi, sull’amore e sul reciproco rispetto.

Non so da dove venga tutto questo. Questa rete di buoni, che secondo me tiene insieme la società, non è di oggi. Constato che certi valori familiari si tramandano nelle famiglie almeno da cent’anni e non ho motivi di pensare che prima fossero tanto diversi. Non sono di oggi anche le difficoltà: non è che la famiglia media se la passasse troppo bene durante il feudalesimo o nel rinascimento. Però ho l’impressione che la sua struttura fondamentale, la famiglia fatta di padre e madre, che ne sono i due cardine, stia subendo una difficoltà non del tutto nuove, ma sicuramente rese straordinarie dalla tecnologia.

Mi sono tante volte chiesto come poteva reggersi una società con politici pessimi. La mia risposta è che c’è questa rete di persone, di padri e di madri, ma non solo, che si rispettano, fanno il loro lavoro, mandano avanti una famiglia.

Così anche io mi rendo conto di non lavorare solo per la mia famiglia, ma anche per sostenere questa comunità.

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