Viaggio ad Ostuni

Non avevo immaginato che gli Intercity, che allora erano una cosa un po'seria, superata Ancona ma soprattutto Pescara, diventassero una specie di Interregionali. Non ho ancora capito se fosse per necessità o clientelismo politico. Di certo, mi faceva uno strano effetto vedere quel treno da grande città, su cui avevo poggiato il sedere per qualche centinaio di chilometri (in quel tempo remoto l'igiene dei treni era ancora decente), fermo nella stazioncina di Ostuni.

Ulivi

Comunque ero arrivato. Avevo programmato da un po', chiesto il permesso di Vito (di solito si richiedeva una frequentazione maggiore prima di un intensivo, ma in effetti era passato quasi un anno dal mio primo seminario), verificato di avere le risorse finanziarie (andare in settimana bianca mi sarebbe costato molto di più) e mi ero iscritto. Poi, con trepidazione ed attesa, avevo prenotato il treno. Che mi lasciava, con pochissimi altri, in questo paesino della (per me) remota Puglia.

I viaggiatori spariscono dalle piccole stazioni come l'acqua sulla sabbia. Se sei di fuori, ti ritrovi solo in un momento. Io però mi ero ritrovato sul marciapiede esterno con un'altra persona in attesa. Non fu difficile stabilire che eravamo in attesa dello stesso passaggio per andare allo stesso luogo. Due chiacchiere e poco più.

Rimasi molto colpito dalla sede dell'intensivo, l'agriturismo Lo Spagnulo. Non ho mai chiesto della sua storia, ma ha tutta l'apparenza di una fortezza con tanto di mura, cortili, chiesette (di cui una abbandonata), giardini, campi. C'è qualche edificio più recente, ma si tratta di un luogo veramente bello. La gestione mi ha sempre lasciato perplesso per la poca cura che ho scoperto rivolta indistintamente al luogo, a noi di Arkeon (allora il nome era ancora Reiki) e ai turisti. Parte del personale, specie nei primi anni, era molto gentile, poi vari avvicendemanti hanno peggiorato le cose.

Lo SpagnuloPenso di aver passato le prime ore tra la curiosità di conoscere gli altri, forse una fugace visita al mare (l'unica in tanti anni) e l'esplorazione di alcuni dei luoghi di questo forte. Entrando dalla porta principale, sulla sinistra, c'è una chiesetta. Per arrivarci bisogna aprire un portone, percorrere un corridoio scoperto pieno di piante, tra due alte mura. Dietro le mura, racchiuse da altrettanti muraglioni, ci sono aranceti.

A fianco della porta della chiesa, sulla sinistra, c'è un piccolo passaggio ed una scalinata. Da lì si accede al tetto della chiesa. Di giorno si spazia su un mare di olivi increspati dal vento. Di notte le stelle brillano più che al planetario.

Ero preoccupato? Ero curioso, entusiasta ed anche un po'timido. Poche ore dopo camminavo man nella mano di altre persone fino a poco tempo prima sconosciute e guardavo negli occhi. Incontrai due occhi e un volto che mi colpì moltissimo. Mi piacque tanto che, tanti anni dopo, conto ogni minuto in cui non posso vederlo. Era, ed è, quello di mia moglie.

Non voglio raccontare come funzionava l'intensivo. Di quella prima esperienza, ricordo bene le risate che si facevano durante il Ki training, una specie di ginnastica (molto di più e molto meglio, ma per rendere l'idea) che si faceva la mattina. Risate che riguardavano anche me, non riuscivo a stare in equilibrio in certe posizioni. La classica cosa che in altri contesti mi avrebbe fatto arrabbiare. Ma, lì, l'atmosfera era allegra, sentivo che non c'era nulla di male a non essere perfetto; ci sto mettendo degli anni ad accettare che non lo sarò mai, allora mi bastava sapere che potevo esserlo un po'dopo.

C'era tanto fango, pioveva. C'era mia moglie, ma di questo non parlo, almeno oggi.

Ricordo bene la lotta tra gli uomini, invece. La prima volta non lo vissi in maniera tanto profonda. Ero terrorizzato dall'idea del confronto fisico, pensavo di esserne annientato. Invece, bene o male, tenni il campo, forse anche vinsi un incontro. Era una grande libertà che conquistavo.

Le esperienze, le emozioni erano mille. Però portavo a casa un numero di cellulare ed una promessa.

Avevo anche una discreta fiducia di aver trovato in Arkeon quel sostegno per quella volta sarebbe andata davvero bene. Avevo ragione.

PS: non potevo sapere che c'era qualcuno che già, nell'incognito, da alcuni anni organizzava, raccoglieva senza darne notizia informazioni, senza nessuna critica aperta. Si tratta di chi, da cittadino italiano, mi ha fatto diventare, almeno un po', un semplice plagiato adepto di una setta.

Anche se avessi saputo tutto questo seguito recente, ovviamente non avrei cambiato una virgola delle mie scelte.

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