Love is all we need

Giacomo Leopardi pensava migliore il sabato della domenica, meglio l'attesa della realtà. Un modo di pensare che mi è sempre stato antipatico.

Viaggio di nozzeIn realtà, per me non è stato così, il giorno del matrimonio è stato molto meglio della sua preparazione. Ci siamo divertiti a prepararlo, moltissimo nel giorno stesso e tanto in viaggio di nozze.

Dopo è venuto il primo figlio, una gioia diversa, e forse ancora più grande. Intanto la vita è diventata più concreta, la necessità di portare a casa il pane, insieme al desiderio di realizzarci sul piano professionale. Più dura del previsto, ma in fondo era quello che chiedevo.

Nuovi orizzonti, di responsabilità, nuove sfide, da esplorare e vincere.

Non ho iniziato questo blog, però, per raccontare la mia vita. Non so se avrò mai voglia di occupare il tempo di qualcun'altro con cose che forse solo pochi intimi possono davvero capire di me.

Scrivo perché, mentre cerco di far scorrere la mia vita, mentre combattevo le mie sfide quotidiane, non diverse da quelle di tanti altri che si trovano oggi nella mia fascia di età, qualcun altro aveva deciso che il gruppo in cui avevo trovato sostegno era una SETTA, e quindi, senza che io lo sapessi o pensassi o volessi, io un adepto. Fa sempre uno strano effetto quando qualcuno decide cosa sei (soprattutto se si sbaglia).

Questo qualcuno non era e non è interessato a migliorare il gruppo o ad evitare comportamenti scorretti; aveva semplicemente deciso che questo gruppo doveva essere cancellato nell'ignominia.

Non solo. Ha anche di fatto deciso che io, come centinaia di altri italiani, se non disconoscevamo questo gruppo, eravamo dei plagiati, dei cittadini di serie B.

La mia vita era ed è molto di più dell'appartenenza al gruppo che si chiamava Arkeon.

Quello che fa parte di me, o almeno lotto perché siano bussole nella mia vita, è l'onestà, il rispetto della verità, la libertà, la gratitutidine e l'amicizia.

Posso lasciar perdere Arkeon, ma non posso accettare la falsità, la menzogna, l'oppressione della libertà di espressione e così via. Se qualcuno ha sofferto a causa di Arkeon, mi dispiace. Se sono stati commessi davvero dei reati, chi li ha commessi deve pagare. Non accetto però la costruzione di un gigantesco falso mediatico ai danni di chi questo percorso l'ha messo insieme, di chi l'ha frequentato e sostenuto con cuore e di chi ne potrebbe in futuro trarre beneficio.

Pensavo che i media, soprattutto i giornali, in Italia avessero un minimo costante di attenzione al loro lavoro. Ho scoperto che non è così. Ma ho anche scoperto che continuo a credere che nell'Italia del XXI secolo alla fine la verità può emergere.

Perché questo accada, di seguito, racconto la mia storia rispetto all'esperienza ormai conclusa di Arkeon, sperando anche che questo serva, in futuro, ad evitare nuove simili “crociate”.

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